22 gennaio 2010

The best farmers and the venture capital - I migliori agricoltori e il venture capital

My pitch - La mia presentazione


(italiano più sotto)

In december I went to Milan to pitch my start-up project (www.agrycult.com in partnership with Francesco Travaglini) before a jury of experts who will eventually decide which, among the projects presented, will be endorsed and financed.

It is a competition for entrepreneurs called Working Capital, and similar to the many already taking place in USA, UK, France and other "developed" countries (Techcrunch50, Seedcamp, LeWeb, to name a few). It is sponsored by Telecom Italia with a few million €.

In one of my post a few weeks ago I was complaining about the venture capital situation here in Italy. I quote again Mike Butcher from Techcrunch:

"There are almost literally no VCs in Italy, and what investors there are tend to to be Angels or corporate investors only interested in e-commerce startups which hit revenues almost from the word go. Web 2.0 style startups are almost completely non-existent there. CrunchBase lists only a handful of companies, although of course that’s probably not definitive."

Well this competition shows that at least something in Italy is moving and, more importantly, that there are hundreds, thousands of aspiring innovative entrepreneurs who are responding well and lively to these spurs.

A Country has to believe in its best asset: its young innovative entrepreneurs. Otherwise, they or they will go abroad to look for better opportunities or, worse, they could not have the opportunity or will to develop their potential, anymore (simply because, for example, they must accept a compromise-job to get a living).

And in a country like Italy we cannot afford also this waste.

*************************************************

A dicembre sono stato a Milano, alla Bocconi, a presentare il mio progetto di start-up (www.agrycult.com in partnership with Francesco Travaglini) a una giuria di esperti che deciderà quali dei progetti presentati meriteranno di essere seguiti e finanziati.

E' una sorta di gara tra imprenditori che si chiama Working Capital, simile alle molte altre già consolidate da anni in USA, UK, Francia e altri paesei c.d. "sviluppati" (Techcrunch50, Seedcamp, LeWeb, tanto per citarne qualcuna).

Qualche settimana fa commentavo in un mio post la problematica situazione in Italia relativa al venture capital (e in generale al credito non concesso ai giovani imprenditori).

Mike Butcher (noto esperto del settore) su TechCrunch - il sito internazionale di riferimento per progetti imprenditoriali innovativi - arriva a dire addirittura che in Italia il venture capital praticamente non esiste.

Beh, questa gara dimostra che almeno qualcosa in Italia si sta muovendo e, ancor più importante a mio avviso, che nel nostro paese ci sono centinai, migliaia di aspiranti imprenditori innovativi che rispondono con vigore ed entusiasmo all'appello e agli stimoli di queste competizioni (ho conosciuto colleghi provenienti dalla Sicilia -a spese loro).

Un Paese ha il dovere di credere e investire sul proprio patrimonio più importante: i suoi imprenditori più giovani e innovativi.

Altrimenti questi stessi giovani potrebbero cercarsi migliori occasioni all'estero (sta succedendo purtroppo sempre più spesso con i nostri migliori cervelli) o, peggio, non avere mai più l'opportunità di sviluppare il loro potenziale umano (per esempio, perché sono costretti a guadagnarsi da vivere con quel poco che il mercato offre loro).

E in un paese di sprechi come l'Italia, questo spreco sarebbe il più odioso di tutti.

13 gennaio 2010

Don't worry, be happy: la frutta fresca che mangiamo è vecchia solo di un mese - the "fresh" fruit we eat is only one month old



Giveup5.jpg



(Italiano più sotto)


The other day I heard on the Italian TV (RAI) a news service reporting about the recent wave of bad weather which damaged the harvest and threats to push up fruit and vegetables prices. Then, there was this interview with an exultant top-manager of a food industry association (I believe it was Coldiretti) who said something like" I would like to reassure the people at home that prices will not go up for the moment: the fruit and vegetetables they are eating come from our refrigerated stocks".


I wonder whether he was more exultant because the prices would not go up or because the Industry succeed in fooling to pay as "fresh" produce which have been picked up weeks ago.... :-(

And, to my international reader: Be aware this is not an italian thing, it affects the food chain worldwide, where the Industry rules and decides what is fresh, what is not, and what should arrive to our table: if you don't believe me, I suggest you to watch this movie: Food Inc. But be careful: after watching it, you may not want to go to the supermarket anymore...

L'altro giorno ascoltavo il telegiornale a proposito dell'ondata di maltempo, che stava arrecando gravi danni al raccolto agricolo e che minacciava di far lievitare i prezzi al consumo. Quindi hanno intervistato il rappresentante di una grossa associazione (penso fosse Coldiretti) che, esultante, diceva qualcosa del tipo: "vorrei tranquillizzare le famiglie a casa sul fatto che i prezzi non saliranno per il momento: la frutta e verdura che acquistano al supermercato oggi, infatti, e quella proveniente dalle nostre celle frigorifere".

Mi domando: il rappresentante esultava più per il fatto che i prezzi non sarebbero aumentati o perchè l'Industria riesce a propinarci come "fresche" frutta e verdura colta settimane fa? :-(

E, putroppo, questa non è una situazione solo italiana. Ormai in tutto il mondo è l'Industria a decidere cosa è fresco e cosa no, cosa deve arrivare sui nostri tavoli e cosa restarne fuori. Se non ci credete, guardate questo film: Food Inc. Con un'avvertenza: dopo averlo visto, potreste non voler andare più al supermercato...




11 gennaio 2010

Trashfood: un bellissimo blog da tenere d'occhio - Trashfood: a great blog to keep an eye on

(italian below)

I would like to share with you this awesome blog: Trashfood.com by my friend Gianna Ferretti, professor (among other things) a the Università Politecnica delle Marche.

She blogs about her special and qualified point of view about the best/worst that alimentary tecnology and tradition bring to our tables.

For example, enjoy this funny post where you che read her review of an interesting book by Michael Pollan:


*******************************

Vorrei segnalarvi questo bellissimo blog: Trashfood.com dell'amica Gianna Ferretti, docente (tra le altre cose) presso l'Università Politecnica delle Marche.

Si tratta di un punto di vista molto qualificato sul meglio/peggio che tecnologia e tradizione alimentare attuale portano sulle nostre tavole.

A titolo esemplificativo della natura dei post che vi si leggono, copio di sana pianta qui di seguito il suo ultimo post, in cui Gianna recensisce un interessante libro di Michael Pollan:

64 Food rules

food rules

Eravamo rimasti a "Eat food. Not too much. Mostly plants." una delle esortazioni del libro precedente. Ora nel nuovo libro "Food rules" l'autoreaggiunge numerose altre "regole" fino ad arrivare a 64. Per scriverlo Pollan ha consultato antropologi, dietologi, nutrizionisti e anche i lettori di Well blog,, da cui ha raccolto circa 2.500 suggerimenti. In rete ho trovato alcune:

-Avoid foods you see advertised on television.

- If it came from a plant, eat it; if it was made in a plant, don't.

- Eat your colors.

- Eat all the junk food you want as long as you cook it yourself.

- Do all your eating at a table.

- Don't eat breakfast cereals that change the color of the milk.

Chi ha già letto il nuovo testo, trova che stavolta Pollan sia stato ripetitivo e non abbia aggiunto grosse novità rispetto al precedente. Qualcuno lo ha già letto?

Se sono questi i cereali a cui si riferisce, come si fa a non essere daccordo?

cereali colorati

Edit: Ne ho trovate altre:

-It's not food if it's served through the window of your car.

-It's not food if it's called by the same name in every language.

Mi piacerebbe curiosare nella cucina di Pollan :)

05 gennaio 2010

Un blog di storia, arte, e cultura da visitare assolutamente - A blog about Italian art, history and culture which is a must see


(Italian below)


Today I would like to give you the heads up with a very interesting blog: www.francovalente.it


It is managed by Franco Valente, architect and man of culture (among many other things), who has a deep passion for the land where we both live (Molise).


And he's able to communicate this passion to his blog readers, very well. On his blog you will find, among other things, this post about weddings in Molise from the '30s (where I took the picture above from), a funny post about spelling mistakes of marble cutters of the past, this post about Roman Anphiteaters in place you'd never suspect (thanks, Google Earth!), this about the origins of the Carrese od S. Martino in Pensilis.


**********************************************


Oggi vorrei segnalarvi un blog che seguo con grande interesse: www.francovalente.it.


E' curato da Franco Valente, architetto e uomo di cultura (oltre a molto altro), che nutre profonda passione per la terra in cui entrambi viviamo, il Molise.


E che questa passione sa trasmetterla, e molto bene, ai frequentatori del suo blog. Oltre a questo post sui matrimoni negli anni '30 ad Agnone (da cui ho tratto la foto dell'intestazione) segnalo, tra i tantissimi interessanti e divertenti che potrete trovare voi stess, questo sugli errori ortografici dei marmisti di un tempo, questo sugli anfiteatri romani (rivelati grazie a Google Earth dove non avreste mai sospettato), questo sulle origini della carrese di S. Martino in Pensilis.

26 dicembre 2009

Perchè in Italia ci sono pochi giovani imprenditori di successo? - Why in Italy there are so few young successful entrepreneurs?

(Italiano più sotto)

Why in Italy there are so few young successful entrepreneur (compared to other countries, like USA and UK)?

First of all the VC situation. As Mike Butcher from Techcrunch puts it:

"There are almost literally no VCs in Italy, and what investors there are tend to to be Angels or corporate investors only interested in e-commerce startups which hit revenues almost from the word go. Web 2.0 style startups are almost completely non-existent there. CrunchBase lists only a handful of companies, although of course that’s probably not definitive."

In simple words: bad situation.

An then, the mainstream "cultural" aspect. Watch the two videos below: the first one is from one of the most successful TV program among young Italians (of the age when they could be thinking about their professional future).

After watching the video try aswering this question: what kind of inspiration does a young Italian get from the mainstream media?

Then watch the second video. It's from Dragon's Den, a very succesful BBC TV show, where young entrepreneurs strive to present and get their business idea funded by a committee of "cruel" investors.

One of the most appreciated assets of Italian entrepreneurs worldwide has always been their creativity, intuition, toughness. It's about time that our few (or foreign) VC and angel investors start to realize that they have to valorize this potential by all possible means.

Something is moving already, luckily, in Italy (Working Capital, Start-up initiative, Mind the Bridge, dPixel,theStartup.eu, www.siliconvalleystudytour.com (all private initiatives). Let's start from there.

**************************************************************************

Perchè in Italia ci sono pochi giovani imprenditori di successo (rispetto ad altri paesi)?

E' una domanda troppo difficile da affrontare in un post di poche righe, ma mi sono fatto un'idea e cercherò di trasmettervela.

Anche grazie a un paio di video.

Questo è quello che scrive Mike Butcher su TechCrunch (il sito internazionale di riferimento per progetti imprenditoriali innovativi) sulla situazione delle startup in Italia:

"There are almost literally no VCs in Italy, and what investors there are tend to to be Angels or corporate investors only interested in e-commerce startups which hit revenues almost from the word go. Web 2.0 style startups are almost completely non-existent there. CrunchBase lists only a handful of companies, although of course that’s probably not definitive."

In due parole: brutta situazione.

Questo è il video di uno dei programmi della TV italiana che riscute maggior successo tra i giovani, ella fascia d'età in cui potrebbero pensare al loro futuro lavorativo/professionale/imprenditoriale.






Per carità, non fraintendetemi, se uno è bravo a cantare, o a ballare, è giusto che trovi il suo spazio anche in televisione.

Ma la stragrande maggioranza dei giovani cervelli italiani, magari un pò stonati, che guardano questo programma? Come immaginano il loro futuro? Quali sono le loro alternative? Maria De Filippi non ce lo spiega.


Guardate questo invece:





Si tratta di Dragon's Den, un format della BBC in cui giovani imprenditori presentano la loro idea di business a una giuria di milionari, self-made men, potenziali finanziatori del loro progetto, dove la loro idea viene sezionata, analizzata, brutalmente criticata e, se ritenuta degna, finanziata in cambio di equity (partecipazioni nella società). Negli USA trasmettono un formato gemello che si chiama "Shark Tank".


Aggiungo un altro dato: solo nei fondi POR attuali le risorse che lo Stato italiano mette a disposizione dell'imprenditoria (ma quale?) ammontano a circa 6,5 miliardi di euro.


Quanti di questi sono rivolti alla creazione di imprese innovative? Quanti di questi sono diretti a finanziare il merito e la creatività dei nostri migliori giovani imprenditori?


I concorrenti attuali delle nostre aziende sono in India, Cina, Brasile, Korea, dove stanno costruendo da zero una economica globale e innovativa da paura. Oppure in USA, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, paesi scandinavi, dove gli imprenditori possono trovare i loro spazi, grazie al merito e all'innovazione.

Esempio brutale: due notizie di questi giorni. 1) I ritardi terzomondisti dei treni nostrani, che se devono attraversare gli appennini hanno bisogno di 5 ore per 300 km (se non fanno ritardo); 2) l'inaugurazione della nuova linea ferroviaria cinese Wuhan - Canton: 1069 km in tre ore.


Una delle risorse incontestabili dell'Italia è stata, da sempre, la creatività, l'intuito e la tenacia dei suoi imprenditori. Ancora oggi, questo è uno dei nostri migliori asset.


Allora che vogliamo fare, mandare i nostri giovani da Maria De Filippi, o dargli gli strumenti e le risorse per farli competere con i migliori del mondo (possibilmente senza farli espatriare)?

Qualcosa, finalmente anche in Italia, sta cominciando a muoversi: Working Capital, Start-up initiative, Mind the Bridge, dPixel, theStartup.eu, www.siliconvalleystudytour.com. Sono tutte iniziative e/o soggetti privati. Cominciamo da qui.



p.s.

Anche se un pò in ritardo, Buon Natale!



Reblog this post [with Zemanta]

08 dicembre 2009

Il Molise tornerà ad Amsterdam!


Alune foto dalla serata dello scorso anno


Annuncio un altro appuntamento già pianificato in Olanda per la promozione del meglio che il nostro Molise ha da offrire.


Il 3 febbraio 2010 ad Amsterdam, presso l'Istituto Italiano di Cultura, dalle 18.30 alle 23.00 ci sarà condurrò una presentazione del Molise come destinazione turistica ottimale per il pubblico olandese, attraverso un powerpoint da me prodotto e commentato in inglese su alcuni peculiari aspetti folkloristici della nostra regione (come la Carrese di San Martino in Pensilis e i Misteri di Campobasso), seguita dalla proiezione di un documentario sottotitolato in olandese sugli stessi temi, e dalla presentazione/degustazione di alcuni prodotti tipici.


Durante la degustazione si avrà occasione di avvicinare il pubblico presente e fornire maggiori informazioni e materiale promozionale sulle destinazioni, prodotti e iniziative presentate.


Lo scorso 30 gennaio ho già organizzato la prima edizione con grande successo


Di seguito i link con la rassegna stampa dello scorso evento.


http://aadimolise.blogspot.com/2009/02/il-molise-incanta-amsterdam_04.html


Se interessati a partecipare contattatemi.

06 dicembre 2009

Fiera italiana in Olanda



Anche nel 2010 (4,5,6 giugno) sarò presente allo Smaak van Italie, la più importante fiera dedicata all'Italia in Olanda.


Sopra il video sulla manifestazione passata.


Anche quest'anno, come è stato nel 2009, il Molise contribuirà al successo della fiera.


Avete un prodotto/servizio che può dire la sua in un contesto internazionale di quel livello? Scrivetemi a quarantavitale[chiocciola]gmail . com.