06 novembre 2011

Seminare il futuro 2011

Seminare il futuro 2011, a set on Flickr.

Un paio di settimane fa, presso l'azienda agricola Di Vaira di Petacciato (CB), ha avuto luogo l' iniziativa "Seminare il Futuro!" sulla scia di un progetto nato in Svizzera nel 2006 per sensibilizzare i consumatori sul tema della provenienza del cibo e del futuro dell'agricoltura.

Varie piccole aziende italiane di agricoltura biologica hanno invitato le comunità locali a condividere l'esperienza  della semina di un campo con del grano antico selezionato.

Persone di ogni età e interessi, tra cui numerosi bambini, si si sono incontrate in un' occasione festosa per compiere un gesto nello stesso tempo simbolico e concreto, che unisce il cuore alla terra.
Il risultato? Una giornata memorabile  di cui potete vedere il mio personale resoconto fotografico qui sopra.

04 novembre 2010

Il candidato governatore di New York è molisano.



Ne ho scritto sul mio blog personale. Mi sembra una cosa interessante da ripubblicare qui.
Allora il candidato (ormai ex visto che ha perso le elezioni...) Paladino è molisano.
Qualcuno dirà: “e a noi che ce ne importa?” .
Beh… importa.
Perchè il New York times ci ha scritto un pezzo, mandando suoi inviati nel piccolo centro di Santa Croce di Magliano, paesino collinare della provincia di Campobasso.
Perchè sono tantissimi gli americani di origine italiana che non dimenticano le proprie origini, mantengono legami, amicizie, tornano in Italia magari per la prima volta un secolo dopo la partenza del loro avo italiano.
Ne ho conosciuti diversi. Sapete cosa rispondono se gli si chiede perchè tornano in Italia, magari per prendersi la doppia cittandinanza? “Per scoprire le nostre origini”, o “sentiamo questa terra come nostra”, rispondono.
Ovvimente i lontani parenti italiani sono sempre contenti di accoglierli, conoscerli e frequentarli.
Del resto in tempi di crisi come questo avere come compaesano il governatore dello stato di New York può tornare utile, no? ;-)

02 giugno 2010

In partenza per Utrecht... serve niente? - Going to Utrecht... need anything?



foto dall'edizione 2009


(English below)
Come gli anni scorsi, anche quest'anno (4,5,6 giugno) sarò presente sarò presente allo Smaak van Italie, la più importante fiera dedicata all'Italia in Olanda, ospite degli amici dell’ATM.


Come è stato nel 2009, il Molise contribuirà al successo della fiera.


Con qualche importante novità.

Quest'anno, infatti, porterò con me il messaggio di accoglienza dall'AAST (Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo) di Termoli, e un suo progetto turistico (incentrato su itinerari cicloturistici) particolarmente interessante per il mercato nordeuropeo (gli olandesi usano più la bicicletta della macchina!)

E poi porterò con me i valori di Agrycult, la startup "agricola" che dà voce a chi oggi non ha più voce: gli agricoltori veri, i pochi che sono sopravvissuti agli attacchi della grande distribuzione, delle pale eoliche e degli impianti fotovoltaici (i cui proprietari, ho appreso ieri, erogano "generosamente" ai contadini che affittano i terreni ben l'1% di quanto l'impianto rende loro!).

Allora restate sintonizzati, vi aggiornerò sulle novità.

******************************************************************

Also this year (June 4,5,6) I'll go to the Smaak van Italie, the most important exhibition dedicated to Italy in Holland, hosted by the friends of ATM.

As it was in 2009, Molise contribute to the success of the fair.

With some important news.

This year, I will bring the welcome message from the Termoli AAST (Local Tourism Agency) , and its tourism project (focused on cycling routes), which will be very interesting for the northern European market (Dutch people use the bicycle as we use the car!)

And I will carry the values of Agrycult, the "farming" startup that gives voice to those who no longer have any voice: the real farmers, the few who survived to the attacks of mass retailers, the wind blades and photovoltaic systems (their owners I learned yesterday, "generously" pay the farmer who lend the soil a whopping 1% of the money the plant makes!).

So stay tuned, I'll make you the heads up.



26 febbraio 2010

Workshop about tourism in Termoli - Workshop sul turismo a Termoli


UPDATE: the workshop has been postponed to April - Il convegno è stato spostato ad aprile!

A workshop at University of Molise will take place in Termoli on March 5th. I'll be one of the speakers.
You are invited to come!

***********************

Il 5 marzo, presso l'Università degli Studi del Molise a Termoli, si terrà un workshop, al quale parteciperò come relatore.
Siete tutti invitati!



Invito Convegno Marzo 2010b

22 gennaio 2010

The best farmers and the venture capital - I migliori agricoltori e il venture capital

My pitch - La mia presentazione


(italiano più sotto)

In december I went to Milan to pitch my start-up project (www.agrycult.com in partnership with Francesco Travaglini) before a jury of experts who will eventually decide which, among the projects presented, will be endorsed and financed.

It is a competition for entrepreneurs called Working Capital, and similar to the many already taking place in USA, UK, France and other "developed" countries (Techcrunch50, Seedcamp, LeWeb, to name a few). It is sponsored by Telecom Italia with a few million €.

In one of my post a few weeks ago I was complaining about the venture capital situation here in Italy. I quote again Mike Butcher from Techcrunch:

"There are almost literally no VCs in Italy, and what investors there are tend to to be Angels or corporate investors only interested in e-commerce startups which hit revenues almost from the word go. Web 2.0 style startups are almost completely non-existent there. CrunchBase lists only a handful of companies, although of course that’s probably not definitive."

Well this competition shows that at least something in Italy is moving and, more importantly, that there are hundreds, thousands of aspiring innovative entrepreneurs who are responding well and lively to these spurs.

A Country has to believe in its best asset: its young innovative entrepreneurs. Otherwise, they or they will go abroad to look for better opportunities or, worse, they could not have the opportunity or will to develop their potential, anymore (simply because, for example, they must accept a compromise-job to get a living).

And in a country like Italy we cannot afford also this waste.

*************************************************

A dicembre sono stato a Milano, alla Bocconi, a presentare il mio progetto di start-up (www.agrycult.com in partnership with Francesco Travaglini) a una giuria di esperti che deciderà quali dei progetti presentati meriteranno di essere seguiti e finanziati.

E' una sorta di gara tra imprenditori che si chiama Working Capital, simile alle molte altre già consolidate da anni in USA, UK, Francia e altri paesei c.d. "sviluppati" (Techcrunch50, Seedcamp, LeWeb, tanto per citarne qualcuna).

Qualche settimana fa commentavo in un mio post la problematica situazione in Italia relativa al venture capital (e in generale al credito non concesso ai giovani imprenditori).

Mike Butcher (noto esperto del settore) su TechCrunch - il sito internazionale di riferimento per progetti imprenditoriali innovativi - arriva a dire addirittura che in Italia il venture capital praticamente non esiste.

Beh, questa gara dimostra che almeno qualcosa in Italia si sta muovendo e, ancor più importante a mio avviso, che nel nostro paese ci sono centinai, migliaia di aspiranti imprenditori innovativi che rispondono con vigore ed entusiasmo all'appello e agli stimoli di queste competizioni (ho conosciuto colleghi provenienti dalla Sicilia -a spese loro).

Un Paese ha il dovere di credere e investire sul proprio patrimonio più importante: i suoi imprenditori più giovani e innovativi.

Altrimenti questi stessi giovani potrebbero cercarsi migliori occasioni all'estero (sta succedendo purtroppo sempre più spesso con i nostri migliori cervelli) o, peggio, non avere mai più l'opportunità di sviluppare il loro potenziale umano (per esempio, perché sono costretti a guadagnarsi da vivere con quel poco che il mercato offre loro).

E in un paese di sprechi come l'Italia, questo spreco sarebbe il più odioso di tutti.

13 gennaio 2010

Don't worry, be happy: la frutta fresca che mangiamo è vecchia solo di un mese - the "fresh" fruit we eat is only one month old



Giveup5.jpg



(Italiano più sotto)


The other day I heard on the Italian TV (RAI) a news service reporting about the recent wave of bad weather which damaged the harvest and threats to push up fruit and vegetables prices. Then, there was this interview with an exultant top-manager of a food industry association (I believe it was Coldiretti) who said something like" I would like to reassure the people at home that prices will not go up for the moment: the fruit and vegetetables they are eating come from our refrigerated stocks".


I wonder whether he was more exultant because the prices would not go up or because the Industry succeed in fooling to pay as "fresh" produce which have been picked up weeks ago.... :-(

And, to my international reader: Be aware this is not an italian thing, it affects the food chain worldwide, where the Industry rules and decides what is fresh, what is not, and what should arrive to our table: if you don't believe me, I suggest you to watch this movie: Food Inc. But be careful: after watching it, you may not want to go to the supermarket anymore...

L'altro giorno ascoltavo il telegiornale a proposito dell'ondata di maltempo, che stava arrecando gravi danni al raccolto agricolo e che minacciava di far lievitare i prezzi al consumo. Quindi hanno intervistato il rappresentante di una grossa associazione (penso fosse Coldiretti) che, esultante, diceva qualcosa del tipo: "vorrei tranquillizzare le famiglie a casa sul fatto che i prezzi non saliranno per il momento: la frutta e verdura che acquistano al supermercato oggi, infatti, e quella proveniente dalle nostre celle frigorifere".

Mi domando: il rappresentante esultava più per il fatto che i prezzi non sarebbero aumentati o perchè l'Industria riesce a propinarci come "fresche" frutta e verdura colta settimane fa? :-(

E, putroppo, questa non è una situazione solo italiana. Ormai in tutto il mondo è l'Industria a decidere cosa è fresco e cosa no, cosa deve arrivare sui nostri tavoli e cosa restarne fuori. Se non ci credete, guardate questo film: Food Inc. Con un'avvertenza: dopo averlo visto, potreste non voler andare più al supermercato...




11 gennaio 2010

Trashfood: un bellissimo blog da tenere d'occhio - Trashfood: a great blog to keep an eye on

(italian below)

I would like to share with you this awesome blog: Trashfood.com by my friend Gianna Ferretti, professor (among other things) a the Università Politecnica delle Marche.

She blogs about her special and qualified point of view about the best/worst that alimentary tecnology and tradition bring to our tables.

For example, enjoy this funny post where you che read her review of an interesting book by Michael Pollan:


*******************************

Vorrei segnalarvi questo bellissimo blog: Trashfood.com dell'amica Gianna Ferretti, docente (tra le altre cose) presso l'Università Politecnica delle Marche.

Si tratta di un punto di vista molto qualificato sul meglio/peggio che tecnologia e tradizione alimentare attuale portano sulle nostre tavole.

A titolo esemplificativo della natura dei post che vi si leggono, copio di sana pianta qui di seguito il suo ultimo post, in cui Gianna recensisce un interessante libro di Michael Pollan:

64 Food rules

food rules

Eravamo rimasti a "Eat food. Not too much. Mostly plants." una delle esortazioni del libro precedente. Ora nel nuovo libro "Food rules" l'autoreaggiunge numerose altre "regole" fino ad arrivare a 64. Per scriverlo Pollan ha consultato antropologi, dietologi, nutrizionisti e anche i lettori di Well blog,, da cui ha raccolto circa 2.500 suggerimenti. In rete ho trovato alcune:

-Avoid foods you see advertised on television.

- If it came from a plant, eat it; if it was made in a plant, don't.

- Eat your colors.

- Eat all the junk food you want as long as you cook it yourself.

- Do all your eating at a table.

- Don't eat breakfast cereals that change the color of the milk.

Chi ha già letto il nuovo testo, trova che stavolta Pollan sia stato ripetitivo e non abbia aggiunto grosse novità rispetto al precedente. Qualcuno lo ha già letto?

Se sono questi i cereali a cui si riferisce, come si fa a non essere daccordo?

cereali colorati

Edit: Ne ho trovate altre:

-It's not food if it's served through the window of your car.

-It's not food if it's called by the same name in every language.

Mi piacerebbe curiosare nella cucina di Pollan :)