26 dicembre 2009

Perchè in Italia ci sono pochi giovani imprenditori di successo? - Why in Italy there are so few young successful entrepreneurs?

(Italiano più sotto)

Why in Italy there are so few young successful entrepreneur (compared to other countries, like USA and UK)?

First of all the VC situation. As Mike Butcher from Techcrunch puts it:

"There are almost literally no VCs in Italy, and what investors there are tend to to be Angels or corporate investors only interested in e-commerce startups which hit revenues almost from the word go. Web 2.0 style startups are almost completely non-existent there. CrunchBase lists only a handful of companies, although of course that’s probably not definitive."

In simple words: bad situation.

An then, the mainstream "cultural" aspect. Watch the two videos below: the first one is from one of the most successful TV program among young Italians (of the age when they could be thinking about their professional future).

After watching the video try aswering this question: what kind of inspiration does a young Italian get from the mainstream media?

Then watch the second video. It's from Dragon's Den, a very succesful BBC TV show, where young entrepreneurs strive to present and get their business idea funded by a committee of "cruel" investors.

One of the most appreciated assets of Italian entrepreneurs worldwide has always been their creativity, intuition, toughness. It's about time that our few (or foreign) VC and angel investors start to realize that they have to valorize this potential by all possible means.

Something is moving already, luckily, in Italy (Working Capital, Start-up initiative, Mind the Bridge, dPixel,theStartup.eu, www.siliconvalleystudytour.com (all private initiatives). Let's start from there.

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Perchè in Italia ci sono pochi giovani imprenditori di successo (rispetto ad altri paesi)?

E' una domanda troppo difficile da affrontare in un post di poche righe, ma mi sono fatto un'idea e cercherò di trasmettervela.

Anche grazie a un paio di video.

Questo è quello che scrive Mike Butcher su TechCrunch (il sito internazionale di riferimento per progetti imprenditoriali innovativi) sulla situazione delle startup in Italia:

"There are almost literally no VCs in Italy, and what investors there are tend to to be Angels or corporate investors only interested in e-commerce startups which hit revenues almost from the word go. Web 2.0 style startups are almost completely non-existent there. CrunchBase lists only a handful of companies, although of course that’s probably not definitive."

In due parole: brutta situazione.

Questo è il video di uno dei programmi della TV italiana che riscute maggior successo tra i giovani, ella fascia d'età in cui potrebbero pensare al loro futuro lavorativo/professionale/imprenditoriale.






Per carità, non fraintendetemi, se uno è bravo a cantare, o a ballare, è giusto che trovi il suo spazio anche in televisione.

Ma la stragrande maggioranza dei giovani cervelli italiani, magari un pò stonati, che guardano questo programma? Come immaginano il loro futuro? Quali sono le loro alternative? Maria De Filippi non ce lo spiega.


Guardate questo invece:





Si tratta di Dragon's Den, un format della BBC in cui giovani imprenditori presentano la loro idea di business a una giuria di milionari, self-made men, potenziali finanziatori del loro progetto, dove la loro idea viene sezionata, analizzata, brutalmente criticata e, se ritenuta degna, finanziata in cambio di equity (partecipazioni nella società). Negli USA trasmettono un formato gemello che si chiama "Shark Tank".


Aggiungo un altro dato: solo nei fondi POR attuali le risorse che lo Stato italiano mette a disposizione dell'imprenditoria (ma quale?) ammontano a circa 6,5 miliardi di euro.


Quanti di questi sono rivolti alla creazione di imprese innovative? Quanti di questi sono diretti a finanziare il merito e la creatività dei nostri migliori giovani imprenditori?


I concorrenti attuali delle nostre aziende sono in India, Cina, Brasile, Korea, dove stanno costruendo da zero una economica globale e innovativa da paura. Oppure in USA, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, paesi scandinavi, dove gli imprenditori possono trovare i loro spazi, grazie al merito e all'innovazione.

Esempio brutale: due notizie di questi giorni. 1) I ritardi terzomondisti dei treni nostrani, che se devono attraversare gli appennini hanno bisogno di 5 ore per 300 km (se non fanno ritardo); 2) l'inaugurazione della nuova linea ferroviaria cinese Wuhan - Canton: 1069 km in tre ore.


Una delle risorse incontestabili dell'Italia è stata, da sempre, la creatività, l'intuito e la tenacia dei suoi imprenditori. Ancora oggi, questo è uno dei nostri migliori asset.


Allora che vogliamo fare, mandare i nostri giovani da Maria De Filippi, o dargli gli strumenti e le risorse per farli competere con i migliori del mondo (possibilmente senza farli espatriare)?

Qualcosa, finalmente anche in Italia, sta cominciando a muoversi: Working Capital, Start-up initiative, Mind the Bridge, dPixel, theStartup.eu, www.siliconvalleystudytour.com. Sono tutte iniziative e/o soggetti privati. Cominciamo da qui.



p.s.

Anche se un pò in ritardo, Buon Natale!



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08 dicembre 2009

Il Molise tornerà ad Amsterdam!


Alune foto dalla serata dello scorso anno


Annuncio un altro appuntamento già pianificato in Olanda per la promozione del meglio che il nostro Molise ha da offrire.


Il 3 febbraio 2010 ad Amsterdam, presso l'Istituto Italiano di Cultura, dalle 18.30 alle 23.00 ci sarà condurrò una presentazione del Molise come destinazione turistica ottimale per il pubblico olandese, attraverso un powerpoint da me prodotto e commentato in inglese su alcuni peculiari aspetti folkloristici della nostra regione (come la Carrese di San Martino in Pensilis e i Misteri di Campobasso), seguita dalla proiezione di un documentario sottotitolato in olandese sugli stessi temi, e dalla presentazione/degustazione di alcuni prodotti tipici.


Durante la degustazione si avrà occasione di avvicinare il pubblico presente e fornire maggiori informazioni e materiale promozionale sulle destinazioni, prodotti e iniziative presentate.


Lo scorso 30 gennaio ho già organizzato la prima edizione con grande successo


Di seguito i link con la rassegna stampa dello scorso evento.


http://aadimolise.blogspot.com/2009/02/il-molise-incanta-amsterdam_04.html


Se interessati a partecipare contattatemi.

06 dicembre 2009

Fiera italiana in Olanda



Anche nel 2010 (4,5,6 giugno) sarò presente allo Smaak van Italie, la più importante fiera dedicata all'Italia in Olanda.


Sopra il video sulla manifestazione passata.


Anche quest'anno, come è stato nel 2009, il Molise contribuirà al successo della fiera.


Avete un prodotto/servizio che può dire la sua in un contesto internazionale di quel livello? Scrivetemi a quarantavitale[chiocciola]gmail . com.


12 novembre 2009

But... where on earth is Molise?!

I talk so many times in this blog about my beloved homeland, Molise.


But I realize only now that I've never told you where it is!


So here is the answer:


(you know, a picture is worth a thousand words)


Molise


And because a picture is worth a thousand word, when I have to describe it I prefer showing these pics:



Created with Admarket's flickrSLiDR.

02 novembre 2009

A nice story of a Dutch expat… in Italy! – Una bella storia di una olandese emigrata… in Molise

image Janine Foppes

(Italian below)

Following the posts of few days ago regarding mainstream media attention to this peculiar phenomenon, yesterday a local news website published another nice article about it. It’s an interview of Janine Foppes, a brave Dutch lady who opened a B&B in a small village in Molise (Ripabottoni) which didn’t know what a B&B ( and a tourist) was before hers.

You can read the full article (automatically translated in English) here.

I just want to quote here a brief part of her interview:

Janine: “In Ripabottoni – a small village with a population of 673- at least 10 Dutch families bought a house. Some of them already requested the residency”

Journalist: “But what the hell they do here (in such small insignificant village)"?

Janine: “They relax in their homes, the sometimes go the the beach (preferably not in summer), read, make long walks in the nature, get acquainted with the locals, becoming their good friends. This is the right place to live, not just for holiday.”

P.s. For the entrepreneurs: if you need help in bringing Dutch people to Molise or your services to them, I am here

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Dopo i post precedenti sull’attenzione d parte di media “mainstream” per questo particolare fenomeno, riporto l’articolo pubblicato ieri da un sito di notizie locali sullo stesso argomento. Si tratta di un intevista a Janine Foppes, coraggiosa signora olandese che ha aperto un B&B in un piccolo paesino molisano (Ripabottoni) che non sapeva cosa fosse il turismo, fino a qualche anno fa.

Qui è possibile leggere l’articolo per intero

Voglio riportare qui solo un breve brano dell’intervista.

Domanda: “Un progetto insolito per il Molise terremotato e spopolato. Funziona, la sua attività?”

Risposta: “Per il momento funziona bene. Da maggio a ottobre sono sempre piena di ospiti. Arrivano olandesi che vogliono scoprire la bellezza di questi luoghi, canadesi, svedesi, ma anche emigranti partiti da qui tanti anni fa che tornano d’estate e cercano un posto dove soggiornare. Qui è bello, c’è tutto lo spazio che si desidera, quella tranquillità che per esempio in Olanda manca. Lì c’è troppa gente che vive in spazi ridotti, così si ha sempre la sensazione di soffocare. Qui invece la vita è serena, il tempo batte al ritmo del cuore.”

P.S. Per gli imprenditori: ho contatti con questi olandesi (in Italia e Olanda) da oltre tre anni. Ne ho portati in Molise (e aiutato) parecchi. Se qualcuno ha bisogno del mio aiuto per proporre servizi e prodotti agli amici olandesi, io sono qui.

31 ottobre 2009

Come (spero pochi) olandesi vedono noi italiani. How (I hope few) Dutch people see Italians

(Italian below)

So, after the nice articles and TV news services about the good Dutch people who come to Molise (Italy), check out this video about some other kind of "bad" Dutch people: the marketing professionals who wrote and realized this silly offending commercial. I can only wish them not to eat "trivial" Italian ever again.... ;-)
p.s. one more reason to LOVE the Dutch people who choose to come to Molise and Italy ....


E così, dopo gli articoli e i servizi positivi sui "buoni" olandesi che vengono qui in Molise, ecco gli olandesi "cattivi": quelli che scrivono e realizzano spot offensivi e stupidi come quello sopra.
Spero almeno che gli autori, vista la concezione che hanno degli italiani, si astengano coerentemente dal mangiare il nostro cibo "volgare" ;-).
P.S. Una ragione in più per voler tanto bene agli olandesi che ciononostante scelgono il Molise e l'Italia.

25 ottobre 2009

The Dutch people, Molise (Italy) and the lost opportunities - Il Molise, l'Olanda e le opportunità sprecate



(Italiano più sotto)

You can watch above an interesting news service, about the many Dutch people buying an house in Molise, a quiet, rural and unknown region of central Italy. The news service was aired yesterday by by TG3 Molise (the local division of RAI National TV).
It follows an article published a few weeks ago by the weekly magazine of Corriere della Sera (the Italian most important newspaper)
When I watch it, it gives me mixed feelings.
On the one hand I am pleased: over the past four years I dedicated a lot of efforts promoting Molise in Holland and Holland in Molise. The fact that now this phenomenon is deemed worthy of attention by maintream media (and the TG3 and Corriere della Sera are pretty much mainstream) is a sign that at last here in Molise, someone is starting to notice the phenomenon. Even though "only" 10 years after the first families have bought their house here.
On the other side I am disappointed. How on earth is it possible that 10 years and tens of millions of euros invested by these Dutch families in our rural villages have not been enough to draw the attention of even one of our local building entrepreneurs from their conformist sleep (during all these years they all have been producing just... concrete, basically)?
And this is even more disappointing because the building industry in Molise is one of the few thriving ones (perhaps the only).
In other words, we had the luck to assist to this spontaneous positive form of investment by Dutch people who buy and recover remains in our inner villages (which otherwise would be doomed to abandonment) and we do nothing. Yet often we assist to the birth of brave forms of entrepreneurship from the Dutch people themselves (they sell services centered around this business).
Then one day, we'll probably see some entrepreneurs a little more cultured, probably from abroad, who will buy a whole village, and transform it into a unique investment opportunity, as has already happened in Santo Stefano di Sessanio or Matera.
And people from Molise will watch again, this time a little less indifferent, and a little more envious.
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Guardate un pò il servizio del TG3 Molise qui sopra, andato in onda sabato scorso.
Segue di qualche giorno l'articolo di Monica Vignale pubblicato da Io Donna del Corriere della Sera.
La sua visione suscita in me sentimenti contrastanti.
Da un lato sono compiaciuto: è da ormai quattro anni che mi occupo di questo fenomeno, promuovendo il Molise in Olanda e gli olandesi in Molise, e il fatto che tutto ciò sia ritenuto degno dell'attenzione mediatica maintream (e il tg3 e IoDonna sono abbastanza mainstream, no?) è un segno che finalmente anche qui in Molise, 10 anni dopo che le prime famiglie si sono insediate - ad oggi sono una ventina) qualcuno finalmente sta cominciando ad accorgersi del fenomeno. E questo è un bene, per tutti noi.
Dall'altro lato sono amareggiato: possibile che 10 anni e decine di milioni di euro investiti da questi olandesi nei nostri borghi non sono stati sufficenti a far svegliare nemmeno uno degli imrenditori nostrani dal torpore conformistico (cemento, cemento, cemento!) cui sono costretti?
E dire che quella edile in Molise è una delle poche industrie fiorenti (forse l'unica) : potremmo forse dimenticare i virtuosismi espressi dall'industria edile a San Giuliano di Puglia? O il lucroso fermento edilizio di Termoli?
Insomma: abbiamo olandesi che girano nei nostri paesini e recuperano in maniera straordinaria ruderi destinati all'abbandono (spesso anche guadagnandoci, e vendendo servizi e consulenze), restituendo vita a graziosi paesini che altrimenti sarebbero destinati a morte certa e noi lasciamo fare così, con indifferenza.
Poi, un giorno, constateremo che qualche imprenditore un pò più acculturato, magari straniero, si comprerà un paese intero, e lo trasformerà una straordinaria opportunità di investimento, come del resto è già successo a Santo Stefano di Sessanio o a Matera.
E noi molisani staremo a guardare, stavolta un pò meno indifferenti, e un pò più invidiosi.

10 ottobre 2009

The line between good and bad business behaviour - Affari buoni e affari cattivi



(italiano più sotto)

My friend and business partner Francesco, a local olive oil and cheese maker, started a few days ago harvesting of his olive trees.
He talks about this in his last post (you can read it here in Italian and here in English automatic translation), saying straight (without hiding) that the harvest this year will have problems: part of the trees took a disease, due to the particular climatic condition of this summer, which will eventually lower the quantity and slightly alter the flavour of his product (though not substantially).
Now I will explain why, in my opinion, this post is good news and not bad news.
Think about it yourself, why should Francesco be so CRAZY to tell you (his potential customer) about the problems of his oil?
Well, my answer is because he's different, like his oil.
Almost nobody out there is telling you the truth. Maybe other producers' trees can't get diseases? Maybe their product is always good and has the same flavour each year?
Well, it may be so, but certainly not for "natural" reasons...
Otherwise, we could not explain incredible discoveries between the shelves of our supermarket like these and these.
Francesco is different because he puts his face in his business and tells and show you straight (in his blog) what making olive oil truly means, good and the bad.

The thing is, when we go after buying an olive oil bottle, maybe heavily advertised on TV as "perfect, delicious, genuine", we want to know who's behind that label.
Because there are few who are telling the truth, and whom we can trust.

Update 14 october 2009: Paul, a Dutch importer, wrote this insightful comment to my post:

I like your blog but...
The information from this English consumer test is what you can expect from average consumers. The less an olive oil taste the more they will like it. This is the case in The Netherlands and I think even more in the UK.
The German test is more serious.
If you want to compare olive oil one should also check when it was bottled, how it was produced - hydraulic, one or 2-phase centrifuge and the type ove olives.
You cannot compare Ligurian old-fashioned hydraulic style oil with Sicilian centrifuged oil - it is amazing that the term "cold pressed" is used for the oil that isn't pressed at all.
It is a pity that even Slowfood isn't interested in the way the oil is made.
As you can understand I'm an old-fashioned guy who support old traditions.
Kind regards,
Paul



Francesco Travaglini (disclaimer: amico mio, con cui sto realizzando alcuni progetti) ha cominciato qualche giorno fa la raccolta delle olive.
Nel suo dettagliato resoconto (che potete leggere qui) senza mezzi termini vi dice che quest'anno la raccolta avrà problemi, spiegandone esattamente i motivi e le conseguenze (negative).
Però io vorrei dirvi perchè, secondo me, il suo post è comunque una bella notizia.
Pensateci un attimo: perchè Francesco dovrebbe dire a voi (potenziali acquirenti) che questa non è stata una buona annata?!
Beh, la mia risposta è: perchè il produttore Francesco è diverso dagli altri produttori, come del resto l'olio che produce.
Perchè la maggioranza dei produttori (ma non tutti, per fortuna), sopratutto i grossi, non vi dice la verità, o vi dice vere e proprie balle, come queste.
Forse che gli atri produttori non si beccano i parassiti della pianta? Forse che il loro olio ha sempre lo stesso identico e "genuino" sapore tutti gli anni?
Può essere, ma certamente non per motivi "genuini".
Altrimenti, non si spiegherebbero le incredibili scoperte fatte nei nostri supermercati come questa e questa.
Il produttore Francesco è diverso, perchè in quello che fa ci mette la sua faccia, oltre che la sua passione, scrivendo per filo e per segno quello che succede nel suo oliveto tramite il blog.

Allora quando compriamo una bottiglia di olio, magari una di quelle pubblicizzate come italiane (anche se sono spagnole) cerchiamo di andare oltre l'etichetta e capire chi/cosa c'è dietro, e scegliere di conseguenza.

Perchè ci sono (pochi) produttori che dicono la verità, e di cui ci possiamo fidare.

North Europeans moving to live in quiet Italian villages - Dal Nord Europa al Molise

sogno italiano olanda


(Italian below)


A few weeks ago an Italian journalist called me to tell me she was writing an article about the new trend among North European families and singles (young and less young), who want to start a new life, away from the stressing, crowded, noisy yet rich big cities and directly in the heart of genuine, ancient, quiet old Italian villages.
She called me because I've been involved in the promotion of my territory over the last 3 years.
I gave her all contacts I had, and indeed many of them were cited in the article.
I am happy because this phenomenon is gradually gaining its momentum and this will bring new exciting opportunities for our territories, so beutiful and fragile at the same time...
You can read the full article in automatically translated English here on in Italian here.


Qualche settimana fa sono stato contattato dalla giornalista Monica Vignale, per un articolo che stava preparando sulla nuova tendenza in atto presso molte famiglie del nord europa: trasferirsi dalle loro città popolose, stressanti, rumorose (e ricche) ai paesini semi-spopolati e anticamente genuini dell'entroterra molisano e marchigiano. Alla giornalista ho fornito tutte le informazioni e contatti a mia disposizione, e che ho accumulato durante il lavoro di promozione del territorio che conduco da tre anni a questa parte. E in effetti molti dei contatti sono stati inseriti nell'articolo, che è stato pubblicato su Io Donna (inserto settimanale del Corriere della Sera) in edicola oggi e che vi invito a leggere qui.
L'importante fenomeno degli olandesi in Molise sta finalmente cominciando a uscire fuori dalla cerchia di addetti ai lavori.
E questo non potrà che portare nuove opportunità per i nostri graziosi paesini, altrimenti destinati all'abbandono.

24 settembre 2009

The lies under the labels of olive oil / 2



I'd like to write again on the lies pollunting the olive oil market.
In 2005, the german magazine Merum asked the tasting panel of the Chamber of Commerce of Florence to examine 31 samples from olive oils sold in German supermarkets, and published the results (re-published also by Der Stern, Slow Food Germany e ZDF national tv).
All 31 samples came from olive oils labeled as "extra virgin" (the highest quality rank available for olive oil; other lower qualities categories are "virgin" and "lampante").
Well, how incredible it may sound, only 1 out of 31 turned out to have the features required for the "extra virgin" label. The rest of them were not compliant; nevertheless these oil were bottled by their rutheless producers with a label they did not deserve and that was, basically, false.
And guess what? Carapelli, one of the exposed companies, sued the journalist who wrote the article for libel and... lost the trial!!
My personal reaction to this story? As I wrote in my former post, meet or get to know the farmer and, once you trust him, buy from him, even online!

Source: Gianna Ferretti's blog.

16 settembre 2009

Why not exchange your used NINTENDO WII for a free holiday in a BB in Sicily? - Baratto: NINTENDO WII anche usata per una vacanza nel loro BB!!!


You are bored of your Nintendo? Wish a holiday but you're broke?
It may be the crisis but it's time for great opportunities online.
Check the image up, taken from the B&B Casa Olimpia in Sicily.

Avete un Nintendo che oramai vi ha stancato? Avete voglia di una vacanza ma il contante latita?
Sarà la crisi, ma è tempo di grandi opportunità in rete.
Guardate un pò nell'immagine qui sopra l'offerta del B&B siciliano Casa Olimpia:

UPDATE 23/sett/09 : they unfortunately took away the original proposal....
purtroppo hanno cancellato l'originale proposta

14 settembre 2009

The lies hiding under the labels of extravirgin olive oil


Recently UK Which? site tested some leading brands olive oils.
The results of the test are surprising and somewhat disappointing for the food lovers.
Why? Because the results prove that we consumers are subject to a serious scam.
The scam is organized by the biggest (in quantity) olive oil producers and consists, basically, in lying to the consumers. In saying that the oil is Italian when it's not. In saying that the oil is extravirgin when it's only virgin or less, in telling them that it's valuable (because it has a high price tag) when, in reality, its value it's less than other far cheaper and better competitors.
All this scam has been unveiled by the results of the Which? magazine, which were published also by the other English magazines (but not, surprisingly, by the Italian press).
A blind tasting by a panel of olive oil experts found that cheap bottles sold in hard discounts were better (and far cheaper) than those at the most pricey and acclaimed supermarkets.

The consumer group described the hard discount oils as 'exceptional value', each receiving four stars.

Other supermarket and branded extra-virgin oils were disappointing, with lower ratings (but higher price).
Which? magazine said: "You don't have to dig deep in your wallet to get good quality. Of the 12 supermarket and branded extra virgin olive oils our experts tasted, two of our best buys are from budget supermarkets and, per 100ml, they're by far the cheapest on test - giving them both 'exceptional value'."

The consumer group added that, no matter how good an oil, it had to be stored in a cool, dark place to avoid losing its freshness.
Among their less favoured bottles, Carapelli's oil tasted of "stale nuts", despite costing 84p per 100ml (the costliest of the group).
Now comes the sad part. You may think that Carapelli is Italian, right? Because the name is Italian, and the brand reads "Carapelli Firenze".
And come on there is this ad :



which looks definitely Italian!!!!!

Well, the ad may look Italian but Carapelli is not! Carapelli was bought by the Spanish multinational SOS Cuertara which also bought Dante and Sasso (formerly Italian brands). And it is known, among the experts (but not the consumers! and how could they know with ads like that and lying labels...) that Carapelli has only a small percentage of Italian olives in his blend.

This situation is a real pain not only for the entire Italian food industry, but also, more sadly, for the honest and extraordinary Italian farmers who produce a really excellent olive oil. They are often forced to sell below cost their oil, because of the commercial power of mulinational brands and mass distribution organizations. Even worse,they may be forced to sell or close their activity.

This issue has been extensively investigated in the past by other journalists, like Tom Mueller of the New Yorker. He's writing also a book on the subject. The title? “Extra Virginity: A Cultural and Criminal History of Olive Oil”. :-(

My personal reaction and suggestion to this scam is: don't trust the ads, because people who make them doesn't deserve your trust (and money). Do trust the people you know or that you may know and buy from them.
If you don't have the luck to live near them, well use the internet!! There are more and more farmers who tell online their life and the true way they work and who sell online, now.
Who needs the supermarkets any more?! :-)

source: Gianna Ferretti's trashfood blog.

09 settembre 2009

My beautiful home land: Molise

MOLISE

Recently another positive, beautiful article about our small region Molise was published by a Dutch magazine (Smaak van Italie - the Taste of Italy).
You can enjoy the beautiful pictures in it (if not the content of the article, which is written in the fascinating yet misterious Dutch language) here below. Maybe one day I will succeed in posting at least a rough translation of it....any volunteer? ;-)
And please note that the pictures of the first three pages were taken in my hometown (Termoli) which, being on the coast of the Adriatic sea, has of course in the fresh fish its main food ingredient (and what recipes!) ;-)
Any comment is very welcome and WILL get a reply.

19 agosto 2009

Treccia, pecorino, marmellate e tintilia...in campagna

This is a video about our recent tasting event we did with some 25 Dutch friends, who were in Molise for their holiday.
I cannot explain properly how fun and good it was.
I hope you can get an idea from this video.
Enjoy and comment, please!

09 agosto 2009

Pictures from a feast in a far away village somewhere in old Italy

I've been working on this slideshow for a while. I am sorry the final result of the editing is technically far from what I expected but I am not a pro ;-)
Hope you will anyway enjoy the beautiful pics, who where taken by the acclaimed Jeff Kauck from Chicago.

The pictures were taken during the Carrese, the yarly oxen race which takes place in San Martino in Pensilis (Molise).

The music is from the "Royal Tenembaums" soundtrack.

08 agosto 2009

al Beachcamp 2009 c'ero pure io!



Grande onore essere stato a questo bell'incontro di blogger con Francesco Travaglini.
Fare networking e costruire brand reputation, qualcuno potrebbe definire il motivo della nostra presenza.
Ma, coerente alle prelibatezze molisane gustate (pecorino, olio d'oliva e verdure della campagna di Francesco), 'scrivo come mangio' (cioè genuinamente): abbiamo parlato dei nostri progetti web e conosciuto un sacco di gente interessante.

07 agosto 2009

Prelibatezze da San Martino:Tintilia, Pampanella, Pecorino, Olio d'oliva

Un video del TG2 su alcune prelibatezze nostrane. Da non guardare assolutamente a stomaco vuoto!

01 agosto 2009

Concentrato di... carresi molisane



Segnalata da vulcanico Marcello Pastorini, pubblico questa notizia relativa a una "rassegna di carresi molisane", che si terrà a Portocannone l'8 agosto.
Visto che c'è lo zampino di Marcello, sono sicuro si tratterà di un evento da non perdere assolutamente, tanto più perchè vede tante pro loco collaborare per creare a beneficio di tutte un unico evento promozionale.
Notevole, non c'è che dire.

29 luglio 2009

open tasting event in Molise



For those of you who are around,there will be a free open tasting event which will take place next Tuesday August the 4th, 10.30 in the beatiful old farm of Francesco Travaglini, when he will show his farm and let us taste some of the best genuine products our Molise can offer.
You will be welcome to join us!
Among other things, his buonissimo pecorino cheese, and some bruschette prepared with his own extra virgin olive oil and tomatoes from his field, freshly picked up just for your pleasure. And of course we won't leave without a good glass of wine!
For those of you who are not around, well, this is a good reason to come to Molise!!!! ;-)
Please confirm your participation calling me o with an email.

una tazza di caffè... contro i chilometri zero

Quale miglior testimonial di Antonio Tombolini per sfatare la campagna del chilometro zero, facile trovata giornalistica che in realtà non gioca per niente a favore dei produttori locali?
Con la sua consueta sagacia e incisività Antonio fa osservare la contradditorietà e la ipocrisia del chilometro zero partendo da... una tazzina di caffè!
Grazie a Francesco ( che mi ha ricordato l'intervista e che pure si vede nel video,) e a Liboria Butera per l'intervista.




22 luglio 2009

Spesa a chilometri zero: puzza di protezionismo?


Spesa chilometri zero. Se ne sente parlare molto, in questi giorni.
"E' un modo di concepire la spesa per i prodotti alimentare che fa bene all'ambiente" viene detto.
La "spesa a chilometri zero" è quell'assioma per cui meno chilometri i cibi percorrono prima di giungere sulle nostre tavole, meglio è per l'ambiente. Ultimamente Coldiretti (e nel recente passato anche Slowfood) la sta spingendo molto, quasi fosse la panacea per i problemi dei piccoli produttori.
Ebbene IMHO non lo è, anzi.
Quest'assioma è un assurdo, e l'unica cosa che può portare è grave danno agli agricoltori che ne dovessero essere coinvolti.

  • Punto primo: la presunta "compatibilità ambientale del chilometro zero" è tutta da dimostrare.
Guardate questo grafico, frutto di uno studio del Green Design Institute:


Mostra i consumi energetici e l'inquinamento generato da un acquisto di prodotto online (centinaia o migliaia i km percorsi) e quelli generati da una spesa privata presso mercati locali.
Il motivo arcano di questo sorprendente risultato (la spesa online è più eco-friendly di quella presso mercati locali) è presto chiarito: 100 macchine che si muovono autonomamente per fare una (piccola) spesa in mercati magari distanti qualche km da casa, consumano e inquinano più dei pochi Tir e furgoni usati per il trasporto di grandi quantitativi di merce.

  • Punto secondo: ve l'immaginate cosa succederebbe se la Coldiretti (o chi per essa) ci costringesse (come in effetti oggi sta educatamente invitando a fare) ad acquistare esclusivamente prodotti provenienti entro un raggio di 50km dalle nostre città? Già vedo i veneti, i pugliesi o i campani bloccare i Tir carichi delle nostre prelibatezze molisane al grido "iatevenn!!!"...

Questo si chiama protezionismo. Di quartiere magari, ma dagli stessi fetidi effetti.

19 luglio 2009

L'uso degli accenti sul portale Italia.it: melius abundare...


Per italia.it, il neo mega portalone per la promozione del turismo, la mia città si chiama "Tèrmoli", con l'accento.
Non si finisce mai di imparare.
Probabilmènte prèsto scoprirò che l'accènto và ànche sù Ròma, Venèzia, Ancòna....
;-)

17 luglio 2009

Ricordi italiani di un grande italoamericano: Tony Vaccaro

Sono rimasto rapito dalle parole di Tony Vaccaro, che non avevo mai sentito parlare prima d'ora.
Tony è nato negli USA, figlio di emigranti italiani (di Bonefro, CB) ma ha vissuto la sua infanzia in Italia, per poi tornare, ancora bambino, definitivamente negli USA.
In questa breve intervista descrive i suoi ricordi della sua vita a Bonefro, con una carica comunicativa ed espressiva di cui solo un grande fotografo sa essere capace.
Pochi sono stati in grado di descrivere la bellezza del Molise con questa forza.

10 luglio 2009

Turismo, marketing online e web 2.0: funzionano?


Un paio di riflessioni prese da www.trivagoitalia.blogspot, che meritano profonda meditazione e diffusione :

PURCHE' SE NE PARLI, MA NEL WEB
. Cosi si puo riassumere il momento del marketing turistico alberghiero dove il passaparola online non e' piu' un'opzione, ma un importante strumento di promozione, a costi zero, sforzi minimi, ma con un'unica rihiesta: vietata l'allergia al web e la "webofobia", malattia che colpisce anche le generazioni piu' giovani che non vanno oltre al proprio profilo su Facebook. Chi non riesce ad avvicinarsi a Internet e ai social network perche' non li capisce, perche' pensa che puo' evitarli o perche' non capisce quale sia la relazione con il turismo, viene penalizzato piu' di tutti. Lasciate fare a chi ha un po' di dimestichezza in piu' con la materia, un nipote, uno zio webofilo, un professionista, leggete qualcosa in piu', fate una telefonata, chiedete... in genere siamo tutti molto pazienti, anche a trivago, e ci piace capire come si recepisce una quasi novita' come trivago.

IL LIBRO DEI RICORDI Questo pomeriggio mi e' capitato di parlare con un albergatrice di un paesello vicino a Paestum che mi diceva che i suoi ospiti la recensicono nel suo Libro degli ospiti e che tiene commenti piu' che lusinghieri... "Signora, il libro dei ricordi non serve a nessuno - le ho detto - una parola su carta non va da nessuna parte!". Nel raccontare questa cosa, mi e' venuta addosso una certa tristezza. Ho da qualche parte nella mia casa d'origine diari di viaggio, lettere mai spedite, la classica scatola dei ricordi impolverata, che mi crea certamente emozioni diverse rispetto ad un nuovo post nel mio wall su Faceb., un saluto su Twitt, un vecchio amico che mi contatta su Linkdin, una mail, un mio racconto su un blog... A livello personale, niente e' paragonabile a quello che su carta viene dedicato e condiviso tra due persone, pochi intimi, te e me, me e me. Ma oggi le cose sono cambiate molto e la signora del paesello vicino a Paestum si deve adattare. La "dedica", se c'e' la voglia di scriverla e farla, va fatta online. Fatevi furbi.

07 luglio 2009

Il turismo enogastronomico motore della vacanza in Italia

http://www.elbaworld.com/upload/user_files/prodotti-tipici.jpg
(this post automatically translated in English)

Quattromilaquattrocentosettantuno (4471) : sono i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo censiti dalle regioni, che sono disponibili come souvenir o per allietare le tavole dei turisti durante le vacanze.
La ricerca è stata curata da Coldiretti e pubblicata (con l'intera lista dei prodotti) sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale n.149 del 30/6/09 (consultabile ancora per poche settimane - e con una pessima navigabilità - sul sito della Gazzetta ufficiale)

il turismo enogastronomico con un valore stimato di 5 miliardi di euro, si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy.
La maggioranza degli italiani (50,3 per cento) non si fa infatti mai mancare in vacanza la degustazione delle specialità enogastronomiche locali secondo una analisi Swg.
Comperare direttamente dal produttore è un modo - sostiene la Coldiretti - per garantirsi l’autenticità degli acquisti e non cadere nel rischio dei prodotti taroccati spacciati come tipici del territorio, ma che non hanno in realtà nulla a che fare con la realtà produttiva locale come nel caso dell’offerta di prosciutti di montagna o di campagna spesso provenienti dalla stagionatura di cosce di maiali olandesi.
(fonte: www.avvenire.it)

Cosa possiamo aggiungere? Che, per rappresaglia, ai nostri amici olandesi faremo mangiare capocolli preparati esclusivamente con maiali molisani (sappiamo da chi rifornirci)! :-)
Ad onor del vero, gli amici olandesi non hanno mai , in passato, lesinato il loro apprezzamento per le nostre tipicità!

Ed ecco la lista dei 159 prodotti molisani presenti nella lista Coldiretti: secondo voi ne hanno dimenticato qualcuno?


bevande analcoliche, distillati liquori
1 amaro molisano
2 liquore al latte
3 nocino
4 poncio al caffè
5 poncio

Carni e frattaglie fresche e loro
preparazione
6 capocollo
7 ciccioli (cigoli)
8 coppa (capofreddo)
9 cotechino
10 filetto
11 gelatina
12 guanciale (vrucculare, vrucculeare)
13 involtini di agnello (abbuot' di agnello)
14 la pezzata
15 la signora
16 lardo
17 magliatelle
18 mappatelle
19 misischia (muscisca)
20 misischia di guardialfiera
21 nodi di trippa
22 noglie
23 ntriglio
24 pallotte
25 panpanella
26 prosciutto
27 prosciutto di spalla
28 salsiccia di fegato di maiale
29 salsiccia di maiale
30 salsiccia di maiale di pietracatella
31 soppressata
32 testine di agnello o capretto
33 tocco (neccia secca)
34 torcinelli
35 ventresca arrotolata
36 ventresca tesa
37 ventricina di montenero di bisaccia

formaggi
38 burrino (manteca)
39 caciocavallo
40 caciocavallo di agnone
41 cacio-ricotta
42 caprino
43 formaggio di pietracatella
44 mozzarella di vacca
45 pecorino del matese
46 pecorino di capracotta
47 scamorza molisana
48 stracciata
49 treccia di santa croce di magliano

prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
50 castagne
51 centofoglie (scarola venafrana)
52 cicerchia
53 cipolla di isernia
54 cipollotto
55 composta (a cumposta)
56 fagioli di riccia
57 fagiolo bianco
58 fagiolo scuro
59 farro dicocco molise
60 fichi secchi
61 fungo d'abete
62 gallinaccio
63 lenticchia
64 lessata
65 mais lesso
66 mela limoncella
67 mela zitella
68 olive al naturale (live curvate, olie all'acqua e sale)
69 origano
70 patata lunga di s. biase
71 peperone rosso
72 peperoni sottaceto (paparolesse)
73 pere sottaceto
74 pezzénde
75 pomodori gialli invernali
76 porcino
77 prataiolo
78 scorzone
79 tartufo bianco

paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria
80 abbotta pezziende
81 agrodolce
82 amaretti
83 biscotti con le uova
84 biscotti con seme di anice
85 caciatelli (casciaielli)
86 calzoni
87 campana
88 caragnoli
89 cavatelli o cecatelli (cavatielli)
90 cazatelli (cazzarieglie)
91 ceppellate di trivento
92 ciambella
93 cicelieviti
94 cicerchiata
95 cioffe
96 cocorozzo
97 confetti ricci
98 cuori frolli
99 ferratelle
100 fiadone (r sciatun)
101 frascatielle
102 friselle
103 fusilli
104 la pia
105 le nocche
106 loffe (castagna)
107 mollica di san giuseppe
108 mostaccioli
109 orecchiette (recchietelle)
110 ostie
111 pagnottini (pagnuttoine)
112 pan di spagna
113 pan dolce
114 pandolce del molise
115 pane casareccio
116 pannocchio
117 parrozzo molisano (pane rozzo)
118 pasta imperiale
119 pasta reale
120 pepatelli
121 pezzènde (pzzen't)
122 pigna (buccellato, piccillato)
123 pizza al pomodoro
124 pizza coi cicoli (ciccioli) di maiale
125 pizza di granone (pizza randign, panitte)
126 pizza scimia
127 quaresimali
128 raffaioli
129 ravioli scapolesi
130 riso con il latte
131 rococò
132 rosachitarre (rosacatarre)
133 sagnetelle
134 sanguinaccio
135 savoiardi
136 scarpelle (scrppell, scarpell, pizzell)
137 scattone (tassa, ru scattone)
138 scurpelle di belmonte (is)
139 soffio
140 staielle
141 strufoli
142 tacconelle (taccozze)
143 tagliolini
144 taralli con seme di finocchio
145 torrone del papa
146 tozzetti
147 uccelli (cielli, ciell’arechini, cillucc’)
148 zeppole

prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)
149 miele

preparazione di pesci, molluschi, crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi

150 baccalà e cavolfiore arracanato
151 cannolicchio
152 gattuccio (a cagnole)
153 polpo essiccato (pulepe sicche)
154 razza quattr'occhi (u cchialine)
155 scapece
156 torpedine marezzata (a martiscene)
157 trigliette essiccate (trejezzole secche)
158 trota fario
159 vongola comune

29 giugno 2009

come Internet cambia, piano piano, la nostra vita

http://www.bellabaita.com/images/welcome_sign_web.jpg

La settimana scorsa ho conosciuto Marla, uno chef americano (ha vissuto e lavorato in Colorado) che ha deciso di cambiar vita trasferendosi nelle montagne del Piemonte dove conduce un avviato B&B, che conduce con passione assieme al marito italiano.
Marla mi ha raccontato la sua esperienza di blogger, dicendomi quanto è ciò sia stato fondamentale per il successo commerciale della sua attività, che ho appreso, è letteralmente sperduta tra le montagne piemontesi (quindi non facilmente raggiungibile).
Grazie al blog (che è cosa ben diversa e più complessa di un semplice "sito" - sia ben chiaro: un blog aziendale NON si improvvisa) il suo b&b è diventato un punto di riferimento tra i turisti della sua zona.
Del resto non c'è da sorprendersi se è vero che ormai la MAGGIORANZA (oltre il 70%) delle vacanze si costruiscono online e i turisti-consumatori-naviganti sono diventati sempre più sofisticati nella selezione e nella scelta delle informazioni che pongono a base delle loro decisioni di acquisto. Tra blog, trip advisor, social networks, twitter, facebook e friendfeed, del c.d. "sito internet" non sanno proprio cosa farsene....

p.s. Marla l'ho incontrata su un social network, ho preso appuntamento con twitter e abbiamo parlato su Skype :-)

23 giugno 2009

Ricette tipiche molisane: taccozze con ceci, patate colletortesi e scarole!

Some typical, special recipes from Molise

(english below)

Un appassionante mini-corso di cucina, tenuto dalla bravissima signora Maria a un piccolo gruppo di olandesi, in un piccolissimo, incantevole paesino sperduto tra le colline del piccolo Molise (Ripabottoni).

L'abbiamo organizzato qualche settimana fa, nel picc... aehm :-)... , nell' “Art & Breakfast” dell’olandese Janine Foppes.

Il simpatico gruppo di olandesi ha partecipato attivamente e con entusiasmo alla lezione (come si vede dalle foto) e si sono detti tutti intenzionati a ripeterla molto presto e a proporla a parenti ed amici.

La signora Maria, sinceramente, appassionata alla cucina molisana è' stata entusiasta di trasmettere questa passione agli stranieri.

Abbiamo lavorato a questa iniziativa io e Antonella Montagano (lei è interprete).

Ecco il gustoso e soprattutto nostrano menù che è stato oggetto della lezione:

-Rustico e bruschette

- "taccozze" con ceci,

- salsiccia nostrana

- patate alla colletortese

- bietole saltate

- e a concludere in dolcezza trionfo scarole con miele e macedonia di fragole

Una bellissima esperienza, che sicuramente ripeteremo presto.

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A few weeks ago we organised a little cooking course in a little cosy village in little Molise (central Italy). It was organized in the lit... ehm...:-) in the“Art & Breakfast” owned by the Swedish Janine Foppes.

A nice Dutch group took part in the lesson. Later they proved to be hot for that experience and to have the intention of living again in the proximate future and of proposing it to relatives and friends.

The lesson was held by a housewife from Colletorto (signora Maria), a little village located in the Molise hinterland, desiderous to convey that passion to foreign people.

Michele Vitale and the translator Antonella Montagano have worked on this initiative.

Here is the tasty and above all local lesson’s menu that, in the bargain, the group had for dinner:


- Rustic pie and toasted bread

- taccozze (hand-made pasta)

- local sausage,

- patate alla colletortese (local dish based on potatoes)

- pan-fried chards

- and to end with sweetness, scarole (a typical dessert) with honey and strawberries salad.

Here you can find the recipes.

A wonderful experience, that we'll definitely do again, soon! Would you like to join us next time?

Let us hold high the pride of Molise!



Prepariamo l'impasto...
We prepare the dough...

Stendiamo (Maria stende) la pasta
we (she) roll out the dough



In prima linea, le volenterose donne. In seconda linea, gli ingordi uomini...
First row: the willing ladies. Second row: the greedy men...


Dopo aver steso l'impasto, ci concediamo una piccola pausa per il vino
After kneading, and rolling out the dough we allow ourselves a
well-deserved wine break.


tutti a tagliare appassionatamente!
everyone's cutting passionately!


Che buone queste taccozze!!
Mhhhm.... how good these taccozze!












19 giugno 2009

Come far nascere una comunità di successo


(english below)

Il ragazzo seminudo del video con uno stile personalissimo (e anche un pò fatto...) sembra darci 3 validi consigli:


1. Siate originali - Quando tutti sono seduti, alzatevi e muovetevi, come meglio vi pare.

2. Evitate gli spazi affollati - Se la gente non vede spazio per una partecipazione creativa, probabilmente non parteciperà.

3. Sostenete la vostra comunità - Siate vicini agli early adopter e gioite della loro partecipazione. Sono loro che danno forza e sostegno al movimento. Celebrateli.

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HOW TO BUILD A SUCCESSFUL COMMUNITY

The half-naked, probably intoxicated, delight of a dancing man in this video teaches some valuable lessons on starting a movement.

1.Be different – When everybody else is sitting, stand up and start shaking what your mother gave you.

2. Avoid crowded spaces – If people don’t see room to creatively participate, they probably won’t.

3. Embrace your core community – Reach out to early adopters and delight in their participation. These are the people who give your movement legs. Celebrate them.

Tradotto liberamente da: http://sethsimonds.com/how-to-start-a-movement/

11 giugno 2009

Frutta e verdura non più buone come una volta? Ecco perchè.

Fruit and vegetables are not as good as they used to be. Here is why.

A questa domanda tentano di rispondere degli esperti (nutrizionisti e biologi) invitati alla trasmissione "radio3 scienza", andata in onda qualche giorno fa su radio 3.
Vi inserisco qui sotto un estratto, che potete ascoltare.


In sostanza gli esperti sottolineano che l'essenza della qualità (cioè il buon sapore) di frutta e verdura è dovuta al giusto il momento della raccolta e alle modalità e tempi del trasporto/conservazione (che possono durare anche SETTIMANE) prima dell'arrivo sulle nostra tavole.
La frutta e la verdura vengono colte acerbe perchè si conservano e trasportano meglio; a tanto (e molto altro ancora!) arrivano le logiche dis-umane e industrializzanti imposte dalla Grande Distribuzione Organizzata.

Gli esperti non danno una risposta alla domanda "come avere frutta e verdura buona nonostante tutto questo".
Allora vi segnalo io qualcuno che questa risposta sta cercando di darla, proprio qui in Molise, cogliendo la verdura il giorno prima del giorno in cui sarà mangiata, al punto di maturazione ideale. Anche se il consumatore si trova a 800 km di distanza:

http://parcodeibuoi.com/category/frutta-verdura